OMNIBUS. CAPOZZI (M5S): RIVEDERE MISURE SU TRASPORTO PUBBLICO STUDENTI
(ACON) Trieste, 5 mag - "Si tratta di una scelta politica che
non condividiamo, poiché rischia di penalizzare gli studenti
residenti nelle frazioni oppure provenienti da aree distanti
dagli istituti scolastici che frequentano, non adeguatamente
servite dal trasporto pubblico". Così in una nota la consigliera
regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), ribadendo quanto
affermato questa mattina in IV Commissione in merito alle parti
di competenza del disegno di legge 79 quanto alle misure
stabilite per il trasporto pubblico degli studenti.
"All'interno del documento considerato, con particolare
riferimento alle disposizioni in materia di infrastrutture e
territorio, emergono due passaggi di significativa criticità che
meritano attenzione e approfondimento. In primo luogo, si rileva
una scelta contraddittoria nell'articolato - aggiunge la Capozzi
- che interviene sulle competenze delle Province. La norma,
infatti, sottrae a tali enti funzioni rilevanti in materia di
gestione e manutenzione delle infrastrutture per il trasporto
automobilistico, tranviario e marittimo. Una decisione che appare
incoerente rispetto alla dichiarata volontà di rafforzare il
ruolo delle Province e che, di fatto, rischia di svuotarle
ulteriormente di competenze operative".
"Viene confermata, in questo modo, una preoccupazione da noi già
espressa: si prospetta, infatti, il ripristino - precisa la
pentastellata - di un contenitore istituzionale privo delle
funzioni essenziali che ne giustificherebbero l'esistenza, anche
alla luce delle difficoltà, più volte evidenziate, da parte delle
direzioni regionali nel cedere ambiti di competenza".
"In secondo luogo, nel ddl 79 emergono criticità anche in
relazione alla disciplina dei contributi da concedere ai Comuni
per le spese sostenute per la realizzazione dei servizi di
scuolabus. In particolare - sottolinea ancora la rappresentante
del M5S - , desta perplessità la modifica normativa che,
attraverso la soppressione del riferimento 'dell'obbligo', pur
estendendola all'infanzia, cosa che riteniamo favorevole,
restringe la platea dei beneficiari, limitandola a coloro che
frequentano il primo biennio delle scuole superiori. Tale
intervento finisce così per escludere gli studenti frequentanti i
primi due anni del secondo ciclo di istruzione superiore o dei
percorsi di formazione professionale, con possibili ricadute
negative sul diritto alla mobilità e sull'accesso ai servizi
educativi".
"Alla luce di tali elementi, riteniamo perciò necessario -
conclude la Capozzi - un attento riesame delle disposizioni in
oggetto, per le quali proporremo un emendamento per garantire
coerenza istituzionale e tutelare pienamente i diritti dei
cittadini e, in particolare, quelli delle giovani generazioni".
ACON/COM/rcm